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Il internet non è cattivo – masher.xyz

Il internet non è cattivo

Tempo di lettura stimato 3 minuti

Buongiorno cari e buon venerdì, oggi è uno di quei giorni che vorresti passarli a leggere sotto al piumone e a trovare risposte che probabilmente non troverai mai.
Ultimamente nel bus, negli uffici o semplicemente per strada mi capita di ascoltare sempre la stessa solfa ossia che il internet è qualcosa di orripilante e che la tecnologia ci distruggerà. Solitamente non rispondo mai a queste chiacchiere da bar Sport perchè non sono affari miei e tollero il pensiero altrui, ma vorrei dire come la penso.

Il internet non è cattivo.
Il internet non è un demone che si ciba delle anime dei suoi utenti e ne fa sacrifici in nome di divinità.
Il internet è
semplicemente uno strumento.
È uno strumento utile a molteplice problematiche puoi trovare informazioni
di ogni tipo su qualsiasi cosa ( alcune verificate altre meno) puoi
utilizzarlo per esprimere te stesso, le tue passioni, i pensieri (come
faccio io) puoi parlare con chi vuoi metterti in contatto con un numero
illimitato di persone.
Ma poi, quasi ogni vengo a leggere di notizie di cronaca in cui il internet è protagonista
in un’accezione prettamente negativa, advert esempio Tiziana Cantone la ragazza napoletana che si è suicidata perchè non riusciva a sopportare la gogna mediatica a cui period giornalmente sottoposta dopo che alcuni suoi video exhausting erano stati pubblicati in rete e la ragazzina diciassettenne che è stata filmata dalle sue amiche mentre veniva stuprata. Sempre più spesso la cronaca ci informa di avvenimenti come questi e capisco che il problema non
è il internet, il pill o lo smartphone ma l’uso che se ne fa, un uso
decisamente improprio. Posso avere un mattone e tanto posso utilizzarlo per
costruire un muro tanto posso gettarlo in testa a qualcuno (ovvio che non
lo faccio perché non me lo perdonerai mai) ma lo strumento è sempre quello
è un mattone, non si muove non cambia forma, sono io che decido come
utilizzarlo. Lo smartphone è un oggetto inanimato sono io advert essere responsabile dell’uso che ne faccio.
Allora diventa un problema di coscienza non una questione di internet o di
tecnologia; è domandarsi perché farne un uso cosi improprio e deleterio? Perché
utilizzare uno smartphone per denigrare o esporre al pubblico ludibrio il
corpo degli altri? Perchè passare i pomeriggi a inveire sulle pagine di altri utenti, famosi o non? Perché mercificare l’odio?
Perchè l’odio diventa una moneta di
scambio, un luogo dove aggregarsi, un motivo per sentirsi parte di qualcosa, perchè da qualche parte esiste un vuoto di personalità. Un vuoto che è un buco nero.
Tu odi x io odio x allora abbiamo qualcosa in comune.
Perché di odio si tratta. Odio che nasce dall’ insensibilitá e dalla noia,
una sorta di bovarismo malefico, una vendetta per aver ricevuto (forse?) poco amore da parte di una società
divoratrice che considera i giovani una generazione ingombrante, una valuta,
un numero scritto su una tabella, un voto di laurea, una information.
Ma il internet non ha colpa, i social sono degli utenti che li compongono, si chiamano social perchè presuppongono l’thought della società e della comunanza, non esiste un social community con un solo utente.

Però, a
tante voci che pensano a distruggere ce ne sono tantissime altre pronte a
costruire. Io stessa quando scrivo mi domando spesso se ciò che dico possa
essere un buon esempio per qualcuno oppure no, questo perchè mi sento responsabile, eh si sono nata a pane e marmellata ma
non vengo nemmeno dalla famiglia del mulino bianco.
Pensateci due volte prima di insultare qualcuno o di apostrofare in malo
modo chiunque abbia costumi diversi dai vostri e se qualcuna vi ha rubato
il ragazzetto siete sicure che vorreste vendetta per poi stare con qualcuno
che in realtá non vi ama? Cui prodest?
Non giova a nessuno, sicuramente non a voi.
Probabilmente starete pensando che sono una sognatrice idealista o come
cube qualcun altro un’ingenua che crede ancora che il mondo si possa salvare, ebbene si è molto probabile che lo sia sennò non starei
qui a parlarvi di queste cose e del magone che mi prende quando leggo
determinate notizie e forse non esisterebbe nemmeno questo weblog che è nato da
una scintilla di incoscienza.
Lascio a voi le riflessioni.